Dottorato di ricerca: di cosa si tratta?

Non sai che cos’è un dottorato di ricerca o ne hai sentito parlare ma non sai se potrebbe fare al caso tuo? In questo post ti spiegherò di cosa si tratta! 🙂

Il dottorato di ricerca è un percorso universitario successivo alla laurea magistrale. Ha una durata che varia dai 3 ai 5 anni ed è (nella maggio parte dei casi) sovvenzionato direttamente dall´università, associazioni o aziende. Il dottorato di ricerca (in inglese PhD) può essere svolto nell´ambito di materie scientifiche ed umanistiche. Consiste fondamentalmente nella ricerca e creazione di dati che hanno un impatto nel settore sociale, tecnologico e, ovviamente, nel puro mondo della ricerca. Tutte le informazioni devono essere contestualizzate e discusse in forma scritta in una “tesi di dottorato” e la valutazione dell´elaborato dipende dalla sua originalità.

Spesso si pensa che il dottorato sia un percorso obbligato solo per chi decide di intraprendere una carriera esclusivamente universitaria. Si tratta di un modo di pensare “vecchio”, non al passo con i tempi ma che purtroppo è ancora molto diffuso in Italia. Nella maggior parte degli stati europei (e non solo) il conseguimento del dottorato di ricerca apre molte porte nel mondo del lavoro anche e, soprattutto, al di fuori dell´ambiente universitario.  Basti solo pensare che in stati come la Germania il titolo di dottore (Dr.) ha anche un valore sociale, tanto da poter essere formalmente aggiunto nei documenti di riconoscimento.

N.B: Sto parlando esclusivamente del titolo di dottore che si ottiene dopo aver discusso la tesi di dottorato e non del titolo di dottore attribuito in Italia dopo la laurea triennale!

I doveri, i diritti e le attività che svolge giornalmente il dottorando dipendono molto dal progetto in cui è coinvolto. Non immaginare quindi che se decidi di intraprendere questa avventura (perché credimi…di questo si tratta! :-)) tu debba necessariamente stare seduto tutto il giorno a studiare per superare altri esami!

In questo articolo approfondiremo 4 aspetti relativi a quest’argomento:

  1. Quali sono i compiti di un dottorando?
  2. Dove svolgere il dottorato?
  3. Fare un dottorato all´estero o in Italia?
  4. Come trovare un dottorato di ricerca?
1_Quali sono i compiti di un dottorando?

Il compito primario di un dottorando è di esplorare nel dettaglio una determinata area di ricerca e di promuovere le conoscenze acquisite. L´originalità del lavoro (e quindi il suo “valore”) è basata sulla pubblicazione dei dati in riviste internazionali specifiche per quell´argomento e sulla loro divulgazione (ammissione e presentazione a conferenze, workshops, convegni etc). Grazie al proprio progetto, il dottorando diviene quindi “esperto” di una determinata area di ricerca..

Contrariamente al classico ruolo dello studente universitario, il dottorando non ha un percorso pre-definito da seguire. Il suo compito è di dare risposte a delle domande ancora irrisolte e che spesso sono inerenti all´argomento affrontato nella tesi magistrale. Come, quando e soprattutto quali metodologie utilizzare sono lasciate nelle mani del dottorando, unico vero responsabile del proprio progetto di ricerca. Ogni dottorando ha un professore a cui fare riferimento, con cui poter discutere dei risultati ottenuti e con cui confrontarsi sulla pianificazione e realizzazione del progetto.

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2_Dove svolgere il dottorato?

Il dottorato è un percorso accademico, pertanto la tesi può essere valutata solo ed esclusivamente all´interno dell´ambiente universitario. Nonostante ciò, tutto il periodo di ricerca può essere svolto anche in istituti di ricerca e aziende.

Analizziamo insieme ognuna di queste possibilità e i relativi pro-contro. 

Università

L´università è il classico luogo dove poter svolgere il proprio dottorato di ricerca. Se decidi di diventare un professore universitario e desideri avere un contatto diretto con gli altri studenti,  rimanere all´interno dell´università può essere una buona decisione. Oltre a lavorare sul progetto di ricerca, il dottorando, infatti, è spesso coinvolto nell’attività didattica del proprio  professore di riferimento. A grandi linee ciò significa: presiedere durante gli esami, affiancare l´organizzazione delle lezioni frontali, correggere e valutare gli esami scritti, i test in itinere proposti dal corso di studi e le tesi di laurea. Ovviamente tutti questi aspetti variano da ateneo ad ateneo, dal professore che ti segue durante il tuo percorso di ricerca e più in generale da com’è organizzata la facoltà.

  • Contatto con gli alunni
  • Lavoro fianco a fianco con il professore che darà l'ok finale per la sottomissione della tesi
  • Esperienze didattiche necessarie nel mondo dell´insegnamento (universitario e non)
  • Collaborazioni con altre università, istituti di ricerca
  • Supporto burocrazia per la sottomissione dell'elaborato finale
  • Poco tempo per il progetto di ricerca
  • Confronto diretto con ricercatori esterni all’università è spesso minimo
  • Le competenze prettamente didattiche sono poco vendibili al di fuori dell´ambiente accademico
  • Risorse economiche dell’università spesso compromettono /rallentano cooperazioni esterne
Istituti di ricerca

Gli istituti di ricerca, detti anche centri nazionale di ricerca (CNR) ricevono sovvenzionamenti sia pubblici che privati. Contrariamente all´università, svolgere il dottorato in un centro di ricerca significa dedicarsi completamente al proprio progetto. Anche in questo caso la maggior parte dei compiti del dottorando è molto legato al gruppo di ricerca in cui si lavora. In generale non sono previste attività didattiche (se non sporadiche come seminari o workshops) ma potresti comunque essere responsabile del lavoro di tesi triennale e/o magistrale di un laureando. Oltre al professore universitario di riferimento, avresti l´opportunità di confrontarti con il “capo” del gruppo in cui lavori e di essere  eventualmente coinvolto nella gestione del laboratorio (se fai un dottorato scientifico) o più in generale di un piccolo team di persone (laureandi, tecnici di laboratorio, segreteria, etc).

  • Prima esperienza di management
  • Maggiori possibilità nell´utilizzo di strumentazioni adeguate
  • Confronto con altri ricercatori
  • Tempo da dedicare al proprio progetto di ricerca può essere ridotto
  • Tempo e supporto per il progetto di dottorato è fortemente dipendente dalle risorse finanziarie del gruppo di lavoro
  • Tempistiche universitarie per la sottomissione della tesi e il lavoro di ricerca sono spesso contrastanti
Aziende private

Non tutti sanno che il dottorato può essere svolto anche in aziende private. Si tratta di un vero e proprio “dottorato da esterno”. Se decidi di percorrere questa strada hai 2 possibilità:

  1. Cercare lavoro nel settore di “ricerca e sviluppo” di un’azienda.
  2.  Cercare programmi di ricerca che prevedono collaborazioni fra aziende e università.

Caso 1

L´area di ricerca e sviluppo di un’impresa ha come obiettivo la continua innovazione tecnologica dell´azienda, il miglioramento e la creazione di nuovi prodotti. In altre parole, questo settore imprenditoriale si occupa di fare ricerca: produrre dati che possono essere presentati in conferenze e pubblicare i risultati sperimentali in riviste specifiche. Come ti ho introdotto nei capitoli precedenti, il dottorato è un progetto di ricerca che può essere valutato esclusivamente all´interno dell´università. Se hai l’opportunità di lavorare nel settore di ricerca e sviluppo di un’impresa potresti chiedere il permesso di utilizzare i dati ottenuti durante il percorso lavorativo (soprattutto se si tratta di dati pubblici) e di inserirli all´interno di una tesi di dottorato. Affinché la tesi di dottorato sia accettata, è necessario iscriversi all´università e presentare inizialmente la propria tesi sotto forma di progetto. La tua idea deve quindi essere approvata da uno o più professori universitari (i dettagli dipendono molto dalla facoltà e dall´ateneo); solo a questo punto è possibile chiedere la sottomissione dell´elaborato finale. 

  • Esperienza diretta nel mondo del lavoro
  • Acquisizione di competenze pratiche e teoriche da poter vendere anche in altre aziende
  • Utilizzo di strumentazioni innovative
  • Difficoltà nell´utilizzo dei dati per la stesura della tesi
  • Possibili problematiche burocratiche per l´accettazione dell´elaborato finale
  • Minimo supporto didattico durante la stesura della tesi

Caso 2

Come ti accennavo, fare ricerca significa per un´azienda rimanere competitiva sul mercato; molte imprese hanno quindi tutto l´interesse a collaborare direttamente con le università e gli istituti di ricerca. Uno delle più famose e importanti associazioni che finanzia questo tipo di collaborazioni è l´associazione Marie Curie. Ti lascio il link alla fine di questo articolo, insieme ad altri siti internet che sicuramente troverai molto interessanti! 😉 Valutiamo a questo punto gli aspetti positvi e negativi del caso 2:

  • Conoscenza del mondo imprenditoriale e della ricerca
  • Supporto didattico di un professore universitario
  • Esperienza di Management
  • Confronto con altri ricercatori in campo accademico
  • Tempo minimo da dedicare al proprio progetto di ricerca
  • Difficoltà di comunicazione nei diversi ambienti
  • Salario ridotto rispetto ad un impiegato aziendale
  • Tempistiche per la conclusione del progetto di ricerca diversa dalle necessità aziendali
3_Fare un dottorato all'estero o in Italia?

Molti pensano che fare un dottorato all´estero sia un passo da fare in assoluto. Per certi versi, a questo punto, anche l´erasmus lo sarebbe. Sicuramente fare un´esperienza in un´altra nazione arricchisce tantissimo ma non credo questa debba essere necessariamente legata al dottorato. Esempio pratico: se trovi un progetto internazionale che vanta diverse collaborazioni straniere in Italia, questa potrebbe essere preferibile a un dottorato fatto in una universita’ straniera ma povera di contatti e fondi. Alla fine della fiera ciò che conta è arricchirsi di contatti che ti permettano di avere scambi di qualità relative al tuo progetto. Non sempre l’erba del vicino è la migliore!

4_Come trovare un dottorato?

Arrivati a questo punto, ti sarà venuta la curiosità e starai pensando…bene, ma come trovare un dottorato? Dove posso informarmi? A chi posso chiedere?

Il primo passo da fare è innanzitutto chiedere al professore che ti ha seguito durante la tesi magistrale. Consigliati con i dottorandi del tuo dipartimento e prova a contattare direttamente gli esperti dell’area di ricerca a cui sei interessato (mandare una email non costa nulla, anzi! Dai prova di una intraprendenza che è necessaria se vuoi affrontare questo percorso!)

Ho scritto un articolo sull’ Associazione Marie Curie Alumni per avere altre informazioni e ti invito a seguire la sezione podcast di Metodiestrategie!

Spero che questo articolo ti sia stato utile e che ti abbia dato un quadro generale sull’argomento. Vuoi sapere di più? Hai altre domande? Seguimi anche tu sulla mia pagina facebook e vieni a far parte del gruppo per interagire direttamente con dottorandi e ricercatori!  

A presto!

Maria

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